Principali Cultivar d’olivo della Sicilia
Biancolilla:
tipica della provincia di Palermo e Agrigento, si caratterizza per un aroma fruttato e un’intensità leggera o media, che lo rende un olio delicato e raffinato, con sensazioni di mandorla e talvolta di pomodoro.
Cerasuola:
varietà tipica della Sicilia occidentale, si trova con piccole estensioni anche nella Sicilia orientale. Si contraddistingue per un fruttato di media o alta intensità, con prevalenza di amaro e piccante, insieme a sensazioni di erba, cardo e pomodoro.
Moresca:
e’ una cultivar a maturazione precoce, diffusa nella Sicilia orientale, che viene raccolta già a inizio settembre e risulta in oli delicati, leggermente fruttati e non molto intensi, con sentori erbacei, di mandorle e mela verde.
Nocellara del Belice:
diffusa nella provincia di Trapani, prende infatti il nome dal fiume che scorre in questo territorio. Si caratterizza per un aroma fruttato, piccante e amaro con note di cardo o carciofo e talvolta pomodoro. La Nocellara del Belice ha una resa a livello della produzione dell’olio molto alta, riesce a toccare picchi del 20%, anche se il periodo di maturazione è piuttosto tardivo. E’ un’oliva caratterizzata da un livello di produttività fruttifera molto buono.
Nocellara Etnea:
chiaro il riferimento all’Etna, è infatti tipica della Sicilia orientale, tra le province di Enna, Catania, Siracusa e Ragusa. Il fruttato è medio/intenso con una buona nota di amaro e piccante a cui si accostano sensazioni erbacee, di carciofo e di mandorla. La superficie è cosparsa di lenticelle molo grandi, visibili anche nelle drupe mature. La maturazione è tardiva ed i frutti si utilizzano per la produzione di olive verdi da tavola; la resa in polpa oscilla tra l’85 ed il 90%.
Nocellara messinese:
Diffusa nella provincia di Messina, si può trovare anche nell’area di Palermo. Produce oli con fruttato e amaro leggeri, in cui si distinguono note erbacee. La resa in olio è di circa il 20% mentre la polpa rappresenta l’88-90% in peso del frutto. Caratteri agronomici: Cultivar auto compatibile di produttività elevata ma alternante. Impollinatori: Biancolilla. Resistenze: buona ai diversi parassiti dell’olivo.
Biancolilla:
Presenta una chioma espansa , e rametti a frutto flessibili, penduli, a internodi lunghi. La produttività è abbastanza alternante e la resa in olio è intorno al 16-18% del peso del raccolto.
Verdello:
Caratterizzata da resa dell’olio media (raramente si supera infatti la quota del 20%) e da produttività buona ma tuttavia soggetta talvolta ad un regime di alternanza, la cultivar Verdello teme in particolar modo le temperature troppo basse e gli attacchi di Piombatura dell’olivo e di Occhio di Pavone.
San Benedetto:
L’ulivo della cultivar San Benedetto ha una struttura mediamente vigorosa sormontata da una chioma mediamente folta e con portamento assurgente che spinge i rami ad espandersi perlopiù verso l’alto. Le foglie hanno una forma lanceolata e con curvatura longitudinale piana, mentre il colore si presenta opaco sia sulla pagina anteriore che su quella posteriore. La loro lunghezza in media va dai cinque ai sette centimetri, mentre la larghezza di solito è inferiore al centimetro e sono quindi più strette rispetto alle foglie delle altre cultivar. La resa in olio di questa varietà tende ad essere media, con livelli che si aggirano nei dintorni del 20%.
Santagatese:
Nota anche con vari sinonimi, cresce sia nella Sicilia orientale che occidentale. L’olio che se ne deriva si caratterizza per un fruttato leggero o medio, con note leggere di amaro e di mandorle. La Santagatese è una cultivar olea autoctona diffusa nella costa del nord-est della Sicilia, in particolar modo nella provincia di Messina sui monti Nebrodi. Polo colturale di rilevante importanza per questa cultivar è il comune di Sant’Agata di Militello, da cui prende il nome, e il suo hinterland, ma essa si riscontra soventemente anche nel palermitano sotto forma di Ogliarola palermitana
Tonda Iblea:
Tipica dei Monti Iblei, da cui prende il nome, questa cultivar si ha solo tra le province di Messina, Catania e Siracusa. Produce oli con fruttato di medio-alta intensità con sensazioni di amaro e piccante. Si contraddistingue in particolar modo per le note erbacee e di foglia di pomodoro verde e talvolta anche di carciofo. Caratterizzata da un alto rapporto tra nocciolo e polpa, da una produttività buona anche se talvolta soggetta ad alternanza e da una resa dell’olio media (compresa tra il 16% ed il 20%), la drupa di questa cultivar è di pezzatura molto grossa (generalmente superiore ai sei grammi di peso) e ha forma ellittica simmetrica. L’apice è rotondo, l’umbone è assente e la base troncata, mentre la superficie del frutto presenta rare lenticelle di piccola dimensione.
